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Il Comune di Cassina Valsassina

CASSINA VALSASSINA, Comune in provincia di Lecco. Si trova a 849 metri sul livello del mare e dista 15 Km. dal capoluogo di provincia. La popolazione, al censimento 2001, è di 457 abitanti. Delizioso centro valsassinese, rinnovato nell’assetto urbanistico mantiene ancora intatto il suo centro storico al quale è ancora legato alle sue antiche tradizioni agricole, è situato al margine orientale dell'altopiano valsassinese, estende le sue propaggini dal passo della Culmine di San Pietro continuando lungo il pendio orografico destro del torrente Pioverna, lambisce a monte il comune di Moggio e la frazione barziese di Concenedo, confina a valle con il comune di Cremeno e con la sua frazione Maggio che sta sulla riva sinistra del torrente Pioverna. Il profondo solco che divide le due rive è unito nel punto più suggestivo da un altissimo ponte che sfiora i 100 metri chiamato "Ponte della Vittoria", inaugurato nel 1925 su progetto di A. Danusso, realizzato dall'impresa Luigi Terzi di Milano.

Pur avendo un'estensione territoriale notevole, il comune di Cassina Valsassina si sviluppa maggiormente lungo le adiacenze della strada provinciale che si snoda fra i comuni di Cremeno e di Moggio. Nel vecchio nucleo di Cassina, attorno alla chiesa parrocchiale, sono ancora presenti alcuni edifici caratterizzati dalla corte interna acciottolata sulla quale si affacciano ampi loggiati lignei. Alberto Fumagalli, nel suo libro sulla architettura contadina in Valsassina, scrive: «Unico episodio, dove ancora si possono ritrovare edifici in numero sufficiente per poter valutare mediante raffronti un "tipo" architettonico, Cassina sovrasta di poco Cremeno: la sua struttura urbana a gradoni è sovente interessata da case a loggia, di cui un bell'esemplare, in discreto stato di conservazione, può essere osservato dietro la piazza della chiesa. Anche in Cassina però, a causa della recente valorizzazione turistica del suo intorno, si fa sentire una forte pressione di interessi immobiliari che sospinge a modificare o distruggere gli edifici del vecchio centro abitato». Questi, nell'anno 1850, contava 590 abitanti; nel 1981 la popolazione contava 390 unità. Nel volumetto Lario Orientale delle Guide del territorio di Lecco si legge: «Il vecchio nucleo è rinserrato nei pressi della chiesa di San Giovanni Evangelista, nella parte superiore del paese. Qui si rileva ancora la presenza di qualche edificio rustico con corte interna acciottolata, su cui si affacciano ampi loggiati lignei disposti su più piani».

Oltre al caratteristico centro storico, va segnalato il "Parco giochi Brodolini" un piccolo gioiello di quiete e ritrovo ideale per i bambini e le famiglie, dove è possibile praticare attività sportive all'aperto come il gioco del tennis, delle bocce, il beach volley e il calcetto.

La Piazza Olivelli è la novità nel centro del paese, Un notevole intervento di ristrutturazione ha rinnovato completamente la struttura, una sezione della piazza è adibita a verde e permette a chi la frequenta di godere di un bellissimo panorama con vista sulle Grigne, un'altra parte è attrezzata con un piccolo palco ed un'area polifunzionale per poter ospitare manifestazioni e spettacoli, infine una discreta porzione è destinata al posteggio delle automobili, completano la disponibilità di parcheggio i due piani sotterranei posti sotto la piazza.

Notizie storiche

La storia di questo piccolo centro si rifà alle vicende che accumunarono quasi tutti i paesi della vallata nel corso dei secoli. Antico possedimento degli arcivescovi di Milano, nel XII secolo il feudo passò sotto la signoria dei Torriani. È, con ogni probabilità, a questo periodo che risalgono gli avanzi di una torre medioevale ancora oggi visibili a Cassina; secondo gli storici, infatti, esistevano castelli, trincee e muraglie che chiudevano lo stretto solco di Balisio, di notevole importanza strategica nella zona. Ai Torriani, nel XIV secolo, fecero seguito i Visconti, ma Azzone dovette inviare un potente esercito per riuscire a domare e a controllare la vallata, rimasta fedele ai precedenti signori. Nel 1447 ai Visconti subentrarono gli Sforza e quindi, per un breve periodo (dal 1523 al 1532),fu la volta di Gian Giacomo Medici, il "Medeghino", che effettuò scorrerie in tutto il territorio del lecchese, prima di ritirarsi nel suo castello di Melegnano. Nel 1614 il cardinale Federico Borromeo, in visita alla valle, decretò un restauro totale dell'edificio parrocchiale di Cassina, ormai in rovina. La cattiva amministrazione, le scorrerie dei soldati e non ultime le calamità naturali, tra le quali la carestia del 1628, contribuirono a diminuire sia la popolazione che il benessere di questo territorio. I lanzichenecchi nel 1629 devastarono poi tutta la Valsassina, diffondendovi anche l'epidemia di peste. Nel 1647 Giulio Monti di Lecco acquistò tutta la Valsassina per una somma pari a 15.000 scudi, nonostante gli spagnoli avessero in precedenza assunto con la popolazione locale il preciso impegno di non infeudare la loro terra. Nel 1700 tutta la vallata fu teatro di sanguinose lotte, che cessarono soltanto con l'avvento di Maria Teresa d'Austria. Dal 1928 al 1948, infine, Cassina Valsassina venne aggregata al vicino comune di Cremeno.



Cenni artistici

Chiesa di San Giovanni Evangelista: già esistente nel 1455, come risulta da una relazione fatta in occasione della visita pastorale dell'arcivescovo di Milano cardinale Gabriele Sforza il 19 luglio 1455, nel 1614 era ridotta quasi a un cumulo di rovine, sicché il cardinale Federico Borromeo ne decretò un restauro totale fin dalle fondamenta. Ma i lavori procedettero sempre di pari passo con i mezzi finanziari sempre molto scarsi. La chiesa assunse l'aspetto attuale con la ricostruzione eseguita tra il 1898 e il 1899. Coeva alla ricostruzione è la decorazione interna, a fresco, dei Tagliaferri di Pagnona. Prodiga di notizie è Giovanna Virgilio nelle pagine dedicate a Cassina in Lario Orientale delle Guide del territorio di Lecco: «Già esistente nel 1455, venne descritta nel 1582 da San Carlo, che trovò il soffitto ligneo e le pareti intonacate. Nel 1614 necessitava di restauri, che furono eseguiti gradualmente nel tempo, in rapporto alle disponibilità finanziarie. Negli anni 1898-99 l'edificio fu ricostruito ed allungato di qualche metro. Ora presenta un'unica navata coperta da volta a botte ed abside semicircolare, sulle cui pareti si dispiega la decorazione ottocentesca dei Tagliaferri di Pagnona con l'Eterno Padre, San Giorgio e il drago, il Battesimo di Cristo, l'Assunzione della Vergine, figure allegoriche ordinatamente distribuite sulla volta della navata, Sant'Ambrogio e San Rocco ai lati dell'altare maggiore. Quest'ultimo è dotato di un'elegante cornice marmorea che racchiude in una nicchia la statua del Santo titolare, qui collocata nel 1895 in sostituzione di una preesistente tela. A destra del presbiterio nel 1924 fu aggiunta una cappella dedicata alla Madonna, con l'intenzione di commemorare i caduti della prima guerra mondiale». Notizie alle quali aggiungere che la mensa attuale dell'altare fu consacrata il 7 maggio 1911 da monsignor Luigi Marelli, vescovo di Bobbio, delegato dal venerabile cardinale Andrea Carlo Ferrari. E che in data 15 marzo 1656 venne canonicamente eretta la cappellania San Giovanni Evangelista in Cassina voluta da un certo Giovanni Ambrogio nobile Arrigoni, di Cassina, ma residente a Roma, con testamento del 25 agosto 1626. La cappellania venne soppressa con le leggi eversive del 15 agosto 1867.
Sulle facciate di alcune case, fanno bella mostra diverse opere artistiche che rappresentano scene di vita quotidiana, immagini religiose o soggetti alpestri caratteristici della zona.

Economia

L'economia di Cassina Valsassina si è sempre basata in passato quasi esclusivamente sull'agricoltura ed in particolare sull'allevamento dei bovini che ha successivamente dato origine ad attività casearie rilevanti. Sempre correlato all'attività agricola, un posto di prim'ordine nell'economia del territorio era occupato dallo sfruttamento del legname proveniente dai boschi circostanti. Soltanto a partire dagli anni più recenti che il settore del turismo ha registrato un costante sviluppo, giungendo a modificare in modo sensibile, durante i mesi estivi, l'aspetto di questo tranquillo paese: infatti le attività turistiche si sono felicemente affiancate a quelle agricole, contribuendo in maniera non indifferente al benessere della popolazione locale. Naturalmente una parte della mano d'opera cassinese è impiegata nella vicina Lecco e nell'area briantea che, grazie alla sua fiorente attività industriale, è in grado di assorbire anche coloro che provengono dal circondario. Da alcuni anni è stata aperta la nuova strada di collegamento con la città di Lecco, questa importante via di comunicazione ha ridotto i tempi di percorrenza e ha avvicinato, in entrambi i sensi, la valle alla città contribuendo a migliorare gli scambi commerciali, i servizi e i rapporti, permettendo anche a nuove genti di venire a risiedere a Cassina Valsassina pur mantenendo i contatti con la città. Purtroppo sono poche le attività commerciali presenti in paese, ma le caratteristiche di genuinità e di tradizione tipiche del territorio, ne rimarcano la qualità. La capacità e la serietà professionale degli operatori presenti sul territorio è apprezzata dai cittadini e dai turisti che ne ripongono la massima fiducia.

Altre notizie

Il Santo patrono di Cassina Valsassina è San Giovanni Evangelista, la cui ricorrenza viene festeggiata il 27 dicembre. La Stazione di competenza dei Carabinieri è a Introbio, I Vigili del fuoco, l'ospedale Manzoni, il Tribunale, la Pretura, l'Ufficio Distrettuale delle Imposte e la Conservatoria dei Registri Immobiliari sono a Lecco; la Stazione Ferroviaria è a Lecco; il Distretto Militare è a Milano.

Lo Stemma del gonfalone ricorda nella torre i fortilizi medioevali risalenti alla dominazione dei Torriani e dei Visconti.

Frazione di Mezzacca

Conserva sostanzialmente intatto il suo antico impianto rurale la piccola frazione di Mezzacca, una volta sul percorso dell'importante strada della Colmine di San Pietro che collegava la Valsassina alla Val Taleggio e alla Valle Imagna. Mezzacca, si legge in Lario Orientale delle Guide del territorio di Lecco, «è una piccola frazione formata da poche abitazioni contadine, raggiungibile da Cassina per una strada che si imbocca dietro la chiesa di San Giovanni Evangelista. Nonostante l'ubicazione periferica del paese, dall'aspetto marcatamente rurale, nell'Ottocento vi fu costruito un forno fusorio». Nella stessa guida, Giovanna Virgilio aggiunge: «All'ingresso del paese è posta un'edicola con affreschi sei settecenteschi molto deteriorati. Più oltre si ritrovano edifici rustici caratterizzati dai loggiati lignei sovrapposti che gradualmente si restringono negli ordini superiori, adattandosi all'inclinazione degli spioventi». Paride Cattaneo della Torre nel cinquecento scriveva che qui erano «alloggiamenti da pastori et si chiamano in Mezza aqua per esser siti tra due vallette».

Nel centro della frazione si trova la chiesa della Madonna della Neve e San Francesco da Paola edificata tra il 1745 ed il 1747 – «assiduo opere et assistentia» del curato Giovita Buzzoni, parroco di San Giorgio in Cremeno e vicario foraneo della Valle, come appare da strumento notarile del 16 agosto 1747, nei rogiti di Michelangelo Manzoni di Barzio – ha un apparato decorativo recente. Giovanna Virgilio, nelle pagine dedicate a Cassina in Lario Orientale delle Guide del territorio di Lecco, a proposito della chiesetta di Mezzacca ci fa sapere che: «tra il 1745 ed il 1747 fu edificata la piccola chiesa consacrata alla Madonna della Neve e a San Francesco da Paola, fondatore dell'Ordine dei Minimi, il cui culto, probabilmente importato dagli emigrati valsassinesi a Roma, era attestato alla fine del Cinquecento anche nella chiesa di San Calimero ai Monti di Pasturo. Internamente l'edificio presenta un'unica navata rettangolare coperta da volta a botte ed abside semicircolare. Il semplice apparato decorativo è formato da tele, per lo più recenti, di puro valore devozionale e l'altare maggiore ligneo, novecentesco, è appena impreziosito dal paliotto marmoreo recante al centro un medaglione con simboli della regalità della Vergine, rappresentata nella soprastante statua probabilmente coeva».

La culmine di San Pietro

Una estesa parte dei pascoli della Culmine appartiene al comune di Cassina Valsassina. Questa località si trova come dice la parola stessa sul culmine che divide la provincia di Lecco e la provincia di Bergamo. Meta ambita da ciclisti e da bikers che giungono qui da ogni parte d'Europa, offre a chi transita un incantevole paesaggio sulla Valsassina e sulla Valle Imagna, sono presenti, sul valico, oltre a numerose unità rurali, due strutture ricettive e un agriturismo cruciali per chi transita sulla strada panoramica.
Caratteristica del piccolo nucleo è la la chiesetta dei Santi Pietro e Paolo che però appartiene al comune o meglio alla parrocchia di Moggio.
Documentata fin dal 1557, divenne parrocchiale nel 1649 quando si distaccò da Cremeno. La storica dell'arte Giovanna Virgilio ne fornisce la seguente descrizione nel capitoletto su Moggio nella guida «Lario Orientale» realizzata dall'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda. Presenta una piccola navata rettangolare ed abside poligonale che accoglie un elegante altare marmoreo con tempietto sovrapposto di tipologia settecentesca. A destra della navata si apre una cappella sopraelevata, coperta da volta a crociera, che probabilmente rappresenta l'abside originaria della chiesa. Infatti il Pozzobonelli nel 1746 parla di importanti restauri che comportarono, tra l'altro, la realizzazione della volta. La chiesa fu sottoposta ad ulteriori rimaneggiamenti, tra i quali l'aggiunta di un vano rettangolare a sinistra della navata, che hanno alterato la percezione unitaria dello spazio interno.

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